È la relazione tra i diversi segmenti scheletrici, intesa nella globalità somatica, adeguata ad una conveniente relazione biomeccanica con l'ambiente (P.M.Gagey). Oppure potremmo definirla più semplicemente come quella scienza che studia l'atteggiamento abituale, statico e dinamico, dell'uomo e dell'animale, nella neurofisiologia, nella patologia, nella terapia.
È una modalità di rappresentazione corporea: come siamo e come interagiamo con il mondo esterno; le variazioni posturali dipendono da una moltitudine di fattori: attività lavorative e sportive, traumi, patologie, aspetti psicologici; concorrono a determinarla recettori centrali e periferici gestiti dal sistema nervoso centrale; lo studio e la comprensione di questi fattori ci permette di conoscere la posturologia clinica e quindi di aiutare a migliorare la postura stessa.
Importante è sottolineare che passa molta differenza tra postura e posturologia, in quanto la prima è consequenziale alla seconda. Il capostipite storico della moderna posturologia è considerato Charles Bell che si pone e pone questa domanda: "Come riesce un uomo a mantenere una postura eretta o inclinata contro il vento che soffia contro di lui?!?" (Charles Bell 1837). Dobbiamo sempre ricordare che noi, in quanto uomini, cerchiamo in ogni momento il benessere e l'equilibrio tramite una stabile postura omeostatica.
Vi sono diversi fattori che influenzano l'efficienza del controllo posturale, le cui principali sono le sottoelencate.
Per il suo interfaccia informazionale.
Per l'integrazione delle informazioni.
Per il movimento e la coordinazione
osteo-artro-mio-fasciale.
Per la risposta delle informazioni compresa quella ormonale
Per la variabilità del tutto soggettiva della reazione agli stimoli.
La posturologia clinica ha come campo elettivo di indagine il Sistema Posturale "Fine", un sistema cibernetico-autonomo che capta ogni minima variazione di posizione del corpo nello spazio e nel suo ambiente tramite il sistema visivo, vestibolare, tattile plantare, propriocettivo, stomatognatico. Tale indagine avviene attraverso test diagnostici neurologici, clinici, biomeccanici, strumentali. Tutto ciò per evidenziare al meglio la vera causa della disfunzione posturale e poterla correggere, previa manipolazione manuale se necessario, con quella che viene definita "riprogrammazione posturale", ovvero l'applicazione di solette plantari, bytes/alph o prismi oculari ad azione privilegiata sul Sistema Posturale "Fine".
In questa maniera il paziente posturale si riprogramma autonomamente, lasciando che sia la "intelligenza innata" del corpo ad eliminare la disfunzione e a favorire il ripristino della salute. In quanto disciplina "trasversale", la posturologia, quindi il Posturologo risulta essere la figura chiave in un discorso di riabilitazione globale: dentisti gnatologi (se possibile), kinesiologi, osteopati, chiropratici, esperti TOP, podologi, ortopedici, dovrebbero fare tutti capo al Posturologo, questa figura che coordina l'intero staff, e soprattutto monitorizza costantemente le correzioni per verificare che siano state memorizzate dal Sistema Tonico Posturale, quindi dal Sistema Nervoso Centrale.
In questi ultimi anni la
posturologia clinica si sta diffondendo a macchia d'olio, e molti purtroppo si improvvisano "posturologi" sebbene abbiano veramente poche competenze. Inoltre il
business che ruota intorno a
ortesi come
byte e
solette è piuttosto fiorente, per cui si applicano tali correzioni con molta superficialità e leggerezza.
Il dentista serio non dovrebbe mai applicare un byte senza essersi confrontato con altri specialisti, e la stessa cosa dovrebbe fare il serio podologo con le solette propriocettive: tutto ciò è eticamente scorretto ma soprattutto è il paziente a farne le spese, e non solo economicamente, in quanto la sua già precaria situazione posturale potrebbe peggiorare in maniera drammatica. Solo il lavoro d'èquipe può offrire al paziente la garanzia di una riprogrammazione posturale corretta e soprattutto monitorata nel tempo.